La Necropoli di contrada Bernardina è un sito archeologico preistorico, ubicato in località Pianazzo, nell’alto corso del fiume Cantera.
Questa necropoli consentì a Paolo Orsi di condurre uno studio sistematico sull’architettura tombale della prima Età del Bronzo (1800-1400 a. C.): con una pubblicazione passata alla storia con il titolo di La necropoli sicula di Melilli, edita nel «Bullettino di Paletnologia Italiana» nel 1891. Si tratta di circa 50 tombe di età castellucciana (di cui 35 esplorate da Orsi nel 1889, su segnalazione di G. E. Rizzo) con tombe a grotticella della prima età del bronzo. La necropoli fu ricavata lungo una terrazza naturale di facile difesa. Nei fianchi della terrazza, a picco sulla vallata, si incontrano anche grottoni di abitazione molto più tardi, di età bizantina. Le camere funebri sono di tipo assai arcaico: cella a circolo o ad ellisse irregolare di piccole dimensioni con volta a forno. Tra le tombe ne emerge una con tracce di un prospetto monumentale a finti pilastri; le altre mostrano un prospetto semplice con l’apertura centrale o allargata o molto piccola. I cadaveri erano deposti rannicchiati. Il corredo funerario era composto da vasi o bacini, con o senza decorazione, alcuni realizzati localmente, di mediocre fattura, altri di importazione e di influenza micenea; ancora anforette e tazze, ma anche lame di selce, asce, pendaglietti forati, qualche perla (sia di calcite che di bronzo), denti di squalo forati, etc. Sul sito sono presenti anche altre tracce interessanti quali un’antica carraia, un piccolo frantoio con vasche e canalizzazioni. Si riscontrano sporadici frammenti di ceramica castellucciana sparse in tutta l’area. Nel pianoro sovrastante alla necropoli doveva esserci la sede dell’abitato.







