Tra le chiese più affascinanti da visitare a Melilli, la Chiesa Madre di San Nicolò Vescovo è senza dubbio la più antica. La sua maestosa presenza è il risultato di una serie di ricostruzioni dovute ai devastanti terremoti che hanno colpito la Sicilia. Nonostante le difficoltà, la Chiesa è stata riedificata nello stesso sito, con una facciata orientata verso est, simbolo di rinascita e speranza.
Dopo il tremendo terremoto del 1693, la ricostruzione della Chiesa Madre fu affidata, sotto la guida del parroco Calabrese, a rinomati architetti siciliani, tra cui i fratelli Girolamo e Giuseppe Palazzotto, maestri catanesi tra i più illustri del XVIII secolo. La Chiesa fu finalmente completata nel 1760 e consacrata il 28 ottobre 1763 dall’arcivescovo di Siracusa, Antonio De Requisens.
Visitandola oggi, dall’esterno e alzando lo sguardo, la facciata a salienti colpisce l’osservatore e rivela la planimetria tipica delle basiliche cristiane a tre navate. Su ogniì architrave sono scolpiti simboli che raccontano la storia di Melilli e della Chiesa stessa.
Sull’architrave della porta laterale sinistra sono visibili la mitra vescovile e il bàcolo, emblemi di San Nicola, mentre sulla porta centrale si trova lo stemma della Famiglia Moncada, titolare della signoria di Melilli, con due leoni rampanti sormontati da una corona e, a sinistra, otto bisanti. Sulla porta a destra sono incisi i miracoli di San Nicola: tre sacchetti, simbolo della carità fatta a tre orfane, e un cesto di pane a simboleggiare la città di Mira salvata dalla carestia.
Una volta varcata la soglia, l’imponenza della struttura lapidea cattura immediatamente l’attenzione, così come sono capaci di fare i dettagli in pietra bianca – ricavata dal lavoro estrattivo nelle cave locali, tra cui la Pirrera Sant’Antonio – Cava del barocco – dimostrazione dell’abilità delle maestranze, dei mastri intagliatori, degli scalpellini e decoratori.
Tra le opere più significative che si possono ammirare, vi è la statua lignea di San Nicola, realizzata nel 1745 dallo scultore siracusano Sebastiano Alessi. Sull’altare maggiore, all’interno dell’abside della navata centrale, si trova una grande pala ovale che raffigura “La gloria di San Nicola”, opera di Francesco Gramignani Arezzi. Un’altra opera di grande impatto visivo è il soffitto dipinto da Olivio Sozzi nel 1760, intitolato Il trionfo della Fede.
Tutti gli altari laterali in pietra bianca, ad eccezione di quelli rifatti, sono opera del Palazzotto. Uno degli altari di più grande impatto visivo è quello della Cappella del Sacramento, caratterizzato da un rivestimento di stalattiti e stalagmiti provenienti dalla Grotta di Mastro Pietro. Inoltre, la porticina dell’altare in argento, datata 1781, è opera del cesellatore messinese Tommaso Di Certo.
La Chiesa Madre di San Nicolò Vescovo di Melilli non è solo un luogo di culto, ma anche un vero e proprio scrigno di arte, storia, devozione e di genio creativo che si è espresso nei secoli.







