Tra le meraviglie storiche e culturali di Melilli, la Chiesa della Madonne delle Grazie rappresenta indubbiamente un gioiello di particolare bellezza. Le origini della chiesa risalgono a tempi lontani, ma le informazioni storiche sulla sua prima edificazione sono scarse: un dettaglio che contribuisce a renderla ancora più misteriosa e ad accrescerne il fascino. Quel che sappiamo è che la Chiesa fu distrutta dal devastante terremoto del 1693, ma la sua ricostruzione non avvenne subito: si protrasse fino al 1743, con il completamento definitivo nel 1775.
Questo piccolo gioiello incastonato nella roccia colpisce per la presenza di una scalinata che sembra portarci in una piccola oasi di semplicità e bellezza. La Chiesa, a pianta unica con una navata centrale, è decorata con una copertura a capriate in legno, che conferisce un tocco semplicità e calore. Al suo interno, tre altari raccontano storie di devozione e tradizione. Il grande altare centrale ospita la statua della Madonna delle Grazie, mentre quelli laterali mostrano il Gruppo in cartapesta di Gesù flagellato, circondato da due “jurei”, e la Macchinetta in pietra calcarea dell’altare di Maria SS. Ausiliatrice, proveniente dalla chiesa di Santa Rosalia, distrutta dal bombardamento aereo tedesco nel 1943.
Il culto della Madonna delle Grazie è di particolare importanza per i melillesi che celebrano i festeggiamenti a lei dedicati ogni anno durante la seconda domenica di settembre.
Tradizione vuole che durante il periodo della novena che precede la festa, i fedeli portino in giro per il paese, e di casa in casa, una piccola statua della Madonna, detta“a Bambinedda”, a cui vengono appesi doni in denaro destinati alla Chiesa.







